“Dicono che le Banshee gridino disperatamente
Nella notte,
Per annunciare la morte del capofamiglia,
distrutte dal dolore per una tale perdita.
Personalmente, non c’ho mai creduto”
Montgomery O’Neel
Mi sono installato in una grande casa italiana circa dieci anni fa, in occasione della promozione lavorativa e successivo trasferimento in sede italiana: sono il brillante manager di una multinazionale finanziaria, e anche se all’inizio l’idea di emigrare all’estero mi aveva sconcertato, devo ammettere di essermi integrato perfettamente con la mia nuova comunità. Nel corso di questi anni mi sono anche sposato con una ragazza del posto, Chiara. Con lei, ho comprato una casa in campagna: il massimo, per far nascere e crescere una famiglia.
Questo inverno è venuto a farci visita mio padre, con i suoi settantaquattro anni. Devo ammettere che è stato proprio divertente vederlo alle prese con mia figlia Giorgia. Papà adora raccontare le storie di casa, come piace chiamarle a me, e lei adora ascoltarle. Sono giorni che l’intrattenimento principale della serata sono antiche leggende che narrano di folletti e creature fantastiche della mia cara Irlanda.
Ce n’è una in particolare che parla della Banshee. Chiara non ha piacere che la si racconti a Giorgia, ma pare che la bambina l’adori.
La leggenda dice che la Banshee sia una creatura fantastica, legata alle famiglie irlandesi più nobili, e che ami così profondamente il loro capofamiglia, tanto che quando ne sente arrivare la morte, i suoi cupi lamenti si odono per una notte intera, prima del suo sopraggiungere. Qualcuno aggiunge che si possano anche scorgere nelle vicinanze di casa, alle volte in sembianze di anziane signore, altre come avvenenti fanciulle.
Il tempo che mio padre tornasse a casa, dopo il suo lungo soggiorno, è arrivato fin troppo presto. So già che la mia piccola Giorgia ne sentirà terribilmente la mancanza, ma papà non può trattenersi oltre.
Stasera nevica. Una neve sottile, elegante, che sembra galleggiare in un cielo velato di stelle, prima di posarsi al suolo.
Giorgia guarda fuori dalla finestra lo spettacolo, come incantata da tanta bellezza e poesia.
Io ho avuto una giornata massacrante. Davvero, sono così mentalmente stanco che il solo desiderio che ho è di fare un lungo bagno caldo e infilarmi sotto le coperte; cosa che farò di sicuro dopo aver cenato e passato buona parte della serata a coccolare le mie ragazze sul divano.
Il programma infatti parte alla grande. Chiara mi prepara la vasca, con le candele intorno, e Giorgia sta già scegliendo il dvd.
Circa un’ora dopo, avvolto in una comoda tuta, sono spaparanzato sul divano, mentre Chiara finisce di rigovernare la cucina.
- Papà…! C’è una ragazza fuori… è vestita come una fatina!
- Ma dai amore mio… vieni qui e guardiamo…
- Sono sicura che è la Banshee del nonno, papà!
Scoppio a ridere di gusto.
- Potrebbe anche essere. Ora lasciala lì e vieni a sederti vicino a papà.
All’improvviso un grido spettrale fa sobbalzare me e penso anche Chiara, che strilla a sua volta. Il suono viene da fuori.
Corro alla finestra e non vedo nulla, solo la neve che continua a cadere in giardino. Stringo mia figlia tra le braccia e raggiungo mia moglie, il cuore colmo di apprensione. Tutti e tre ci stringiamo l’un l’altro, anche se Giorgia, con il suo candore di bambina, non sembra avere paura. L’urlo si ripete altre due volte, poi non si sente più.
È lo squillo del cellulare che mi strappa dal sonno che è sopraggiunto sul divano, tra le braccia di mia moglie e di mia figlia. Purtroppo sveglio entrambe muovendomi. Come un automa rispondo, ancora mezzo addormentato e quasi sicuro che ieri notte abbiamo avuto un’allucinazione di gruppo.
Chiudo la linea solo pochi minuti dopo. Non serviva certo dilungarsi in chiacchiere.
- Chi era, Montgomery? – domanda mia moglie, seria e preoccupata.
- Era mia madre. Dice che mio padre ha avuto un infarto, un paio d’ore fa e ci ha lasciati.
- E’ stata la Banshee – mormora Giorgia, con voce solenne, tanto che per un attimo, mi chiedo se non sia qualcun altro a parlare per lei – Io ve l’ho detto che c’era, ieri sera.
Dicono che le Banshee gridino disperatamente nella notte,per annunciare la morte del capofamiglia, distrutte dal dolore per una tale perdita. Personalmente, non c’ho mai creduto.
Fino ad ora.



